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Laboratorio del tempo presente: la guerra in Ucraina

 
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L’Istoria del concilio di Trento e Paolo Sarpi (Sara Meldolesi)

CONTESTO STORICO POLITICO: La Chiesa già da molto tempo stava vivendo momenti di riflessione e istanze di rinnovamento, poiché ormai il papato si era allontanato dalla sua funzione spirituale per la quale era nato, era infatti diventato una potenza politica europea. Tra i secoli XVI e XVII si affermarono in Europa gli Stati Nazionali così come oggi li conosciamo: ad eccezione di Germania e Italia, il resto d'Europa aveva già conosciuto un processo di unificazione e accentramento politico e amministrativo che progressivamente modificava l’organizzazione del vecchio continente. Tra ‘500 e ‘600 l'idea tradizionale dei poteri universali (Impero e Papato) scomparve definitivamente e si affermò quella che ogni singolo Stato godesse di una giurisdizione autonoma pienamente legittima. Le potenze sullo scacchiere italiano e europeo furono in questo periodo Francia e Spagna, quest’ultima sul piano culturale, religioso e politico si presentava come un baluardo del cattolicesimo, impegnat

Le fonti della storia: il Regno Italico

Il Bonaparte, che fu il massimo artefice di tali vicende, quali che siano stati gli errori, le involuzioni e le contraddizioni della sua politica, tracciò una strada « sulla quale camminerà tutta la storia del Risorgimento italiano nel suo processo ideologico, politico, sociale, civile e culturale, col suo carico di delusioni e di speranze » (C. Zaghi)   Introduzione Da Carlomagno in poi, gli imperatori romani erano stati tutti re d'Italia. Napoleone - scrive il Lefebvre - doveva dunque esserlo anche lui. Già nel maggio del 1804. quando in Francia, sotto le minacce di assassinio provenienti dai congiurati realisti, le varie assemblee si pronunciarono a favore dell'Impero ereditario. Napoleone aveva fatto conoscere al Melzi, vicepresidente della Repubblica Italiana, la sua volontà di trasformare in senso monarchico anche le istituzioni repubblicane italiane. Va detto che nel periodo repubblicano vi erano stati vari punti di attrito fra il Melzi e Napoleone, a partire dal Concord

SALLUSTIO

"Non sunt composita verba mea: parvi id facio. Ipsa se virtus satis ostendit; illis artificio opus est ut turpia facta oratione tegant. Neque litteras grecas didici: parum placebat eas discere, quippe quae ad virturem doctoribus nihil profuerant".  Sallustio, in questo suo Mario del Bellum Iughurtinum, mostra al meglio un atteggiamento, un tono o, per i malevoli ("Priscorum verborum Catonis ineruditissimus fur" lo chiamò un liberto di Pompeo, certo Leneo che Svetonio nel De Grammaticis dice offeso nel suo patrono) una posa in cui è difficile credere che egli stesso non si riconoscesse o, almeno, ammirasse con superbo rimpianto. Stile, quello del Mario sallustiano, che è poi quasi sintesi e concentrato di quello del suo autore, che è brusco eppure elevato, fiero ma mai tumido, aristocratico e mai molle.  Chi parla -e scrive- così siamo tentati di vederlo col mento alzato, lo sguardo cupo che non sapremmo se dire più torvo o triste, e la bocca leggermente contratta in

GEOGRAFIA: UNA RICERCA ANTICA QUANTO L’UOMO

Premessa Fu probabilmente Eratostene di Cirene direttore della Biblioteca di Alessandria, ad utilizzare per primo il termine geografia (dal greco antico : γῆ, “terra” e γραφία, “descrizione, scrittura”) per indicare, al tempo stesso, la carta della Terra (ossia del mondo conosciuto) e la sua descrizione letteraria. Per noi la Geografia è la scienza che ha per oggetto lo studio, la descrizione e la rappresentazione della Terra nella configurazione della sua superficie e nella estensione e distribuzione dei fenomeni fisici, biologici, umani che la interessano e che, interagendo tra loro, ne modificano continuamente l'aspetto. La Geografia è molto più che la cartografia, cioè lo studio delle carte geografiche, o la topografia. Rispetto ad esse, infatti, la Geografia aggiunge l'indagine della dinamica e delle cause della posizione della Terra nello spazio, dei fenomeni che avvengono su di essa e delle sue caratteristiche.  Il geografo prende in esame la terra in primo l

Riepilogo sulla Canzone del Castra

{REVISIONE 2.3 21 aprile 2020 La clausura aguzza l'ingegno, evidentemente, e dopo essere riuscito a mettere (finalmente) le mani sul saggio integrale di G. Crocioni del 1922, ho completato la doverosa revisione di questo post. Ormai il testo online è completo, l'articolo scientifico alla base è ancora un po' indietro. Per quello è necessaria diversa acribia. Lo pubblicherò quando sarò sicuro di non aver scritto qualche frescaccia } Non chiedetemi perché, ma è andata proprio così: basti dire che, come altri uomini che vanno in giro per il mondo, l'altro giorno, per caso, mi sono trovato lungo il corso di un fosso chiamato Le Rote che scorre alle pendici di Monte Vidon Corrado. In quel luogo decisamente "fuor del cammino" mi sono tornati in mente tre nomi che appaiono nella nota Canzone Marchigiana del Castra: Cencio Guidoni, Le Rote, il Clenchi. Più che abbastanza per rimettere le mani negli appunti di una quindicina di anni fa e verificare la fondatezz