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Quando mettere l’accento sul ché Le relative improprie sono un abominio della lingua? (da scrivo.me)

di Arcangelo Auletta da http://www.scrivo.me/2014/03/24/accento-del-che/ Prendiamo la parola che: la usiamo ovunque. Riempiamo i periodi di talmente tante relative che poi dimentichiamo a che cosa erano relative le proposizioni che volevamo usare e che ci servivano per dire quello che volevamo dire in relazione a ciò che era il nostro pensiero e che era l’argomento della principale: capito Fatta eccezione per i simpatici (mamma-che-simpatia) lazzi funambolici, sarebbe buon costume evitare di usare tutti quei che. Quasi sempre è possibile metterci un due punti o comunque ragionarci quel tanto che basta per risolvere il periodo diversamente. Altra soluzione possibile è iniziare a fare un po’ di distinzione nel mare magnum di che utilizzati. Infatti non tutti i che hanno una funzione esattamente relativa, cioè non tutti introducono una proposizione che circoscrive o esplica ciò che è stato detto nella principale. Molti di quei che introducono relative dette improprie, cioè ...

“L’ARTE È FORMA DI VITA DI CHI PROPRIAMENTE NON VIVE”

MALATTIA SPERANZA .. 7 GUARIGIONE .. 10 PENSIERI CONCLUSIVI . 12 BIBLIOGRAFIA .. 13 MALATTIA “Un uomo sbalestrato nella vita da chi sa quale pianeta [...] che cammina incerto tra gli uomini come se procedesse tra quei cocci aguzzi di bottiglia che coronano il suo implacabile muro” : così Mario Praz, con stupita vicinanza e, forse, ammirata pietà, descrive Montale nel suo rapporto con gli altri e col mondo L’opera di Montale è voce di un uomo che si mostra come “di un solo blocco” [1] , ed in cui non si debba far pendere la “bilancia” a favore dell’arte o dell’umanità dell’autore. Lontano, come ogni vero artista, dall’affettazione e dall’insincerità, nella sua poesia Montale esprime, ascolta, medita, affronta e sublima - senza dunque cadere nel patetico - la propria inquietudine, i propri dubbi, la propria sofferenza ed il proprio dolore d’uomo, dando così voce al “male di vivere” [2] non solo suo ma, potenzialmente, d’ognuno. Solo potenzialmente, però...