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Fonti per la cucina medievale - Lectio 5: La "famiglia" del Liber de Coquina

Secondo l’ipotesi di Anna Martellotti (I ricettari di Federico II, Olschki,2005) il nucleo originario di questa famiglia di libri di cucina sarebbe stato redatto alla corte dell’imperatore Federico II. Dal tale archetipo raccolta si sarebbero generate diverse redazioni che hanno trovato esito nei manoscritti del XIV secolo che possediamo. Tali libri sono : Anonimo Meridionale, Il libro della cocina o Anonimo Toscano, Frammento di un libro di cucina del secolo XIV. Liber de coquina, Il Liber de coquina conservato a Parigi dunque, secondo questa ipotesi rivoluzionaria (e non accettata universalmente) sarebbe non la fonte, ma l’esito di un complesso lavoro di ampliamento, revisione e, infine, semplificazione di una raccolta molto più antica.  1 - Anonimo Meridionale L’Anonimo Meridionale è conservato in un codice della prima metà del XV di proprietà della Biblioteca di Pollenzo. Raggruppa due manoscritti: il primo manoscritto comprende 146 ricette, è in parte s...

Fonti per la cucina medievale - Lectio 4: i libri di cucina italiani

Nella struttura e, in parte, nei testi, questi post sono debitori delle eccellenti pubblicazioni dell'Association Maître Chiquart e del lavoro della traduttrice italiana Matilde Maruri Alicante. La presentazione dei manoscritti segue, in particolare per quanto riguarda la famiglia del Liber de Coquina, le tesi di Anna Martellotti. Iniziamo con l'elenco dei libri che, in area italiana, si occupano di cucina, dietetica e di come stare a tavola. Ho scelto, oltre ai libri di epoca medievale quelli dei secoli immediatamente successivi, perché (basta sfogliare l'opera del Felici per capirlo)  fondamentalmente la cucina non cambia per molto tempo: per la scoperta culinaria dell'America, bisogna aspettare il Settecento inoltrato. per ora basta così; mi propongo in seguito di completare l'elenco (mancano i regimen sanitatis, per esempio) e di perfezionare i link. 1. De quinquagintacurialitatibus ab mensam,  (XII sec.) 2. Anonimo Meridionale - Il libro della cocina o ...

L'occhio allegorico

Segnaliamo un sito, si intitola  Bestiari medievali  è il risultato di un lavoro svolto dalla III B del Liceo Scientifico Albert Sabin di  Bologna nell'a nno scolastico 1998/99.  Si mettono a confronto il Fisiologo greco , la sua antica traduzione latina , e il francese Bestiario d'amore . Non manca un'intelligente sezione iconografica ; insomma, a dispetto di un'impaginazione che mostra tutti i dodici anni alla deriva nel web, contenuti molto interessanti. Oltre alle parti dei commenti e dei confronti intertestuali, abbiamo particolarmente apprezzato la sezione del Bestiario latino , che riporta il testo integrale del bestiario con, a fianco, la traduzione italiana. Un'onestà che merita il link nella Città delle frottole.

Fonti per la cucina medievale - Lectio 03: manoscritti italiani

I primi ricettari medievale appaiono solo alla fine del Duecento. Tra questi testi e l'opera di Apicio c'è un lasso di tempo sconcertante, che si è spiegato con la considerazione che la cucina, nel Medioevo, era un'arte tecnica e, pertanto, probabilmente, non meritava dei trattati scritti, o con l'idea che fino al XIII secolo, non esistendo una classe borghese diffusa, non c'era un pubblico interessati al genere. Prima del Duecento, sebbene non ci siano ricettari organici, è possibile trovare qualche ricetta nei documenti più disparati: regimi sanitari, atti notarili, regole monastiche etc... I destinatari e, in molti casi, i redattori erano, probabilmente, professionisti della cucina, il che spiega perché i manoscritti rechino indicazioni molto sommarie e, spesso, trascurino di precisare le quantità. Esaminando i principali manoscritti  italiani,  si individua  il nucleo più antico in un gruppo di trattati redatti in lingua latina alla fine de...