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GEOGRAFIA: UNA RICERCA ANTICA QUANTO L’UOMO

Premessa Fu probabilmente Eratostene di Cirene direttore della Biblioteca di Alessandria, ad utilizzare per primo il termine geografia (dal greco antico : γῆ, “terra” e γραφία, “descrizione, scrittura”) per indicare, al tempo stesso, la carta della Terra (ossia del mondo conosciuto) e la sua descrizione letteraria. Per noi la Geografia è la scienza che ha per oggetto lo studio, la descrizione e la rappresentazione della Terra nella configurazione della sua superficie e nella estensione e distribuzione dei fenomeni fisici, biologici, umani che la interessano e che, interagendo tra loro, ne modificano continuamente l'aspetto. La Geografia è molto più che la cartografia, cioè lo studio delle carte geografiche, o la topografia. Rispetto ad esse, infatti, la Geografia aggiunge l'indagine della dinamica e delle cause della posizione della Terra nello spazio, dei fenomeni che avvengono su di essa e delle sue caratteristiche.  Il geografo prende in esame la terra in primo l...

Riepilogo sulla Canzone del Castra

{REVISIONE 2.3 21 aprile 2020 La clausura aguzza l'ingegno, evidentemente, e dopo essere riuscito a mettere (finalmente) le mani sul saggio integrale di G. Crocioni del 1922, ho completato la doverosa revisione di questo post. Ormai il testo online è completo, l'articolo scientifico alla base è ancora un po' indietro. Per quello è necessaria diversa acribia. Lo pubblicherò quando sarò sicuro di non aver scritto qualche frescaccia } Non chiedetemi perché, ma è andata proprio così: basti dire che, come altri uomini che vanno in giro per il mondo, l'altro giorno, per caso, mi sono trovato lungo il corso di un fosso chiamato Le Rote che scorre alle pendici di Monte Vidon Corrado. In quel luogo decisamente "fuor del cammino" mi sono tornati in mente tre nomi che appaiono nella nota Canzone Marchigiana del Castra: Cencio Guidoni, Le Rote, il Clenchi. Più che abbastanza per rimettere le mani negli appunti di una quindicina di anni fa e verificare la fondatezz...

Riflessioni

E' impossibile dimostrare a coloro che le formulano la falsità di certe "teorie storiche", una delle quali è la già troppo visibile epopea carolingia in Valdichienti, nata a partire dalle conferenze di don Carnevale. Se si trattasse di contestare una normale ipotesi storica, mi sembra che le strade percorribili sarebbero tre: - Si può dimostrare che l'ipotesi in questione parta da presupposti fasulli (documenti inesistenti, o documenti veri tradotti ad caso) - Si può dimostrare che, dato qualsivoglia presupposto, una teoria che viene formulata mediante ragionamenti sbagliati è necessariamente sballata - Si può dimostrare una verità contraria Ma nessuna di queste tre strade può convincere un interlocutore che 1) parte da premesse false, 2) procede per passaggi illogici 3) si rifiuta di ascoltare le tesi altrui.  Ne consegue che, se non è possibile ottenere molto con il normale dibattito scientifico e non è lecito  aspettarsi un'autonoma abiura, è i...

“L’impresa di Fiume” raccontata da Antonio Scurati

Trieste. Inaugurata la statua di D'annunzio, la Croazia protesta: "opera scandalosa" da www.repubblica.it/cronaca/2019/09/12 da www.ilmessaggero.it da video.ilpiccolo. -------------------------- Rainews.it Impresa di Fiume 12 settembre 1919 Raiplayradio.it: RADIO ANCH'IO del 12/09/19 (Ascoltare la 3° parte a partire dal minuto 60) Nel suo romanzo M, Il figlio del secolo , vincitore del premio Strega 2019, Antonio Scurati dedica a D’Annunzio e alla tormentata e spesso improvvisata occupazione di Fiume diversi capitoli. Questo è quello che racconta la giornata del 12 settembre 1919, a cominciare dalla sua vigilia e dalla partenza per Fiume. Si è alzato dal letto febbricitante e ha indossato la divisa bianca con i colletti rialzati dei lancieri di Novara. Tenente colonnello. Nessun civile è mai salito così in alto nella gerarchia militare per meriti di guerra. Ha cinquantasei anni e si regge in piedi a stento. All’imbarcadero della “casetta rossa”, ...