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Comprendere o giudicare?

Comprendere o giudicare?

Lo storico non deve comportarsi come un giudice. Non si tratta di schierarsi a favore di Robespierre o contro. Si  tratta di capire chi era Robespierre o e di capire in che contesto ha operato. Così no ci faremo paladini di Gregorio VII, né di Mazzini, né di Pio IX. Scrive Marc Bloch "Quando uno studioso ha osservato e spiegato ha esaurito il suo compito" certamente in questa spiegazione è implicito un giudizio (nessuno può del tutto astrarsi dalla propria storia personale e dalla propria enciclopedia), ma esso dev'essere un "giudizio storico", cioè conoscitivo, di un atto di intelligenza, non di un condanna o di un'approvazione morale.
Alcuni eventi si sono caricati di significati anche a causa di come sono stati raccontati dalla tradizione; è difficile parlare della Magna Charta senza considerare che per anni è stata per anni presentata come la "pietra angolare delle civiche virtù inglesi". Una simile trasfigurazione mitica l'ha avuta la Breccia di Porta Pia. Oggi la Napoli-Portici viene sbandierata come l'emblema di un Meridione attivo, vitale e, sostanzialmente, immaginario.
La cosa  più onesta da fare è portare gli alunni a leggersi direttamente le fonti e aiutarli a formarsi un'idea, mettendoli in guardia dalla cattiva storiografia. Leggere (se possibile in latino) la Magna Charta prima di parlare della Magna Charta, leggersi i regesti della Chiesa Ravennate prima di parlare di un'inesistente società cortese nelle Marche, leggere gli orari del treno prima di celebrare l'utilità della Napoli-Portici.

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Huius sane Droctulft, de quo praemisimus, amminiculo saepe Ravennatium milites adversum Langobardos dimicarunt, extructaque classe, Langobardos, qui Classem urbem tenebant, hoc adiuvante pepulerunt. Cui, cum vitae explesset terminum, honorabile sepulchrum ante limina Beati Vitalis martyris tribuentes, tali eius laudes epitaphio extulerunt:
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Cum Bardis fuit ipse quidem, nam gente Suavus;
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10 Hanc patriam reputans esse, Ravenna, suam.
Huius pri…