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Fonti per la cucina medievale - Lectio 01

Quando abbiamo iniziato a preparare le nostre prime cene medievali internet non era diffuso, le librerie della zona erano pigre, nelle biblioteche non si trovava granché. Per reperire qualche ricetta bisognava spulciare le grandi cassettiere di legno e volumi nei quali si parlava di tutt'altro. Ricordo che la prima, per noi, fu la scarna ricetta della "Torta lavagnexe", riportata in una nota di non so più quale saggio, e che non fu facile tradurre quella trascrizione diplomatica in qualcosa di commestibile. 
Oggi è molto più facile cimentarsi con ricette di cinquecento e più anni fa, perché internet offre un facile accesso a una bibliografia di nicchia e perché le nuove scoperte, gli studi e le pubblicazioni si sono moltiplicati; è inoltre possibile l'accesso quasi diretto alle fonti: i manoscritti medievali non sono molti, sono dispersi in biblioteche lontane (Casanatense, Università di Bologna, Bressanone etc...) ma la loro trascrizione è a disposizione di tutti.  grazie all'Università Justus-Liebig, Giessen, Germania.

Certo il rischio della frottola, dell'approssimazione, della millanteria è sempre dietro l'angolo, ma, per orientarsi tra feste medievali serie (Bevagna) e sedicenti serie (Gradara), tra ristoranti, siti internet, eventi vari, la Città dedica all'argomento un'estate di nuovi post.
La prima cosa da fare è orientarsi sulle fonti, per cui le lezioni iniziano presentando i manoscritti che contengono i ricettari dal XIII al XVI secolo.

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Huius sane Droctulft, de quo praemisimus, amminiculo saepe Ravennatium milites adversum Langobardos dimicarunt, extructaque classe, Langobardos, qui Classem urbem tenebant, hoc adiuvante pepulerunt. Cui, cum vitae explesset terminum, honorabile sepulchrum ante limina Beati Vitalis martyris tribuentes, tali eius laudes epitaphio extulerunt:
Clauditur hoc tumulo, tantum sed corpore, Drocton; Nam meritis toto vivit in orbe suis.
Cum Bardis fuit ipse quidem, nam gente Suavus;
Omnibus et populis inde suavis erat.

5 Terribilis visu facies, sed mente benignus,
Longaque robusto pectore barba fuit.
Hic et amans semper Romana ac publica signa,
Vastator genti adfuit ipse suae.
Contempsit caros, dum nos amat ille, parentes,
10 Hanc patriam reputans esse, Ravenna, suam.
Huius pri…