lunedì 25 novembre 2013

Prove di metodo a partire dalla visione di un film


Quando Kubrick ed io cominciammo a lavorare su 2001, l'era spaziale aveva appena sette anni, e nessun essere umano si era mai allontanato dalla Terra per più di un centinaio di chilometri. La conquista della Luna a quel tempo sembrava alla gente comune soltanto un sogno lontano. (A. C. Clarke)


Prima di iniziare a discutere su questo argomento bisogna chiarire una cosa: i due film, rispetto, alla Preistoria, hanno fini assolutamente differenti, posizioni molto distanti l'una dall'altra. The Quest for Fire è un film sulla Preistoria, 2001 A Space Odissey no. J. J. Annaud e S. Kubrick trattano del suddetto periodo su piani differenti, entrami molto interessanti.
Il regista francese, nel suo film, affronta la Preistoria da un punto di vista antropologico abbastanza realistico con lo scopo, almeno apparentemente, di narrare sulla e nella Preistoria
Il fine di Kubrick è quello di usare la Preistoria come un tassello di un puzzle dal sapore filosofico e di riflettere su di esso. Egli guarda all'epoca in questione, non con gli occhi di un antropologo, di uno scienziato o di uno storico (come spesso fa Annaud, anche se "romanza" alcune parti), ma con quelli di un filosofo o di un osservatore pensante che riflette e che non narra o non guarda alla Preistoria come a un epoca storica , ma come a una tappa morale e filosofica dello sviluppo dell'uomo. Se Annaud cerca la Preistoria, Kubrick cerca l'uomo e usa la Preistoria come tappa. Non come sfondo o come ambientazione.
2001, quindi, è un viaggio; The Quest for Fire è una messinscena. Se ci vogliamo chiedere quale delle due opere rappresenti meglio la Preistoria, mi viene da dire che anche qui il punto di vista è frazionato: chi vuole discutere su un film che tratti della quotidianità della Preistoria, della vita e delle credenze dei primi uomini, si guardi Annaud, che ha fatto un film realistico concettualmente e anche molto concretamente. Chi vuole riflettere sulla'evoluzione che la Preistoria ha generato, chi vuole guardare il processo evolutivo morale umano, che, appunto, dalla Preistoria nasce, si guardi Kubrick.
Annaud segue la storiografia del tempo, della Storia; Kubrick il processo quasi a-storico dell'evoluzione morale umana, che cambia da individuo a individuo e che il regista Americano, con volontà titanica, vuole esplicare attraverso la Preistoria, che è l'inizio della storia di ognuno di noi e della Storia di noi tutti.

Lorenzo Monaco IB2.0 Liceo "C. Rinaldini" - Ancona



Il percorso proposto da Kubrick attraversa quattro momenti:
- l’Alba dell’Uomo, 
- Il viaggio verso la stazione lunare, 
- la missione verso Giove e infine 
- da Giove verso l’infinito.

L’Alba dell’Uomo


Il buio della preesistenza (sulle note di Atmosphere di Ligeti), il vuoto assoluto che ha generato il Big Bang. 4.000.000 di anni fa. Poi la musica di Così Parlò Zarathustra di Richard Strauss è la sinfonia del nuovo mondo, la comparsa delle scimmie antropomorfe che comunicano con versi, grugniti, suoni gutturali. Uomini-scimmia (potrebbero essere forse della specie australopitecus africanus che aveva preso il posto, a colpi d’osso di antilope, del cugino robustus?) e Tapiri insieme, ad abbeverarsi alla stessa pozza d’acqua, a mangiare erba. Poi scende il buio della notte e la paura, quella paura dell’Ignoto, del ghepardo che salta alle spalle e ti azzanna, lo spettro della Morte. Ed ecco che compare il Monolite nero, oscuro nel segreto che si porta appresso, il Segreto della Conoscenza. La musica del Requiem di Ligeti amplifica questo senso di Sacro Mistero, aumenta il senso di impenetrabilità, il limite della siepe da valicare, questo buco nero che assorbe la luce, questa porta spazio-tempo che si apre sulla eternità, questa coscienza immortale che rappresenta il senso della nostra esistenza. La scimmia antropomorfa ad un certo punto smette di osservare, di guardare con timore reverenziale e si ferma a pensare: ecco questo è il momento che meriterebbe il fermo immagine, la scoperta dell’osso e dei possibili utilizzi. Si chiama ragionamento ed è la scintilla innescata dal monolite, il momento di lucidità da cui origina il processo evolutivo. Ma ogni scoperta vuole la sua parte di dolore: il prezzo della Verità è il sangue dell’innocente che soccombe nella lotta per la sopravvivenza. Il lucido pessimismo di Kubrick si esplica in questa associazione tra lume della ragione e istinto alla violenza. L’osso del Tapiro viene usato prima come strumento per procacciarsi il cibo (da erbivori si diventa carnivori) e poi successivamente per affermare la propria superiorità di capo tribù uccidendo i propri simili. Il gesto che segna l’inizio del percorso evolutivo è un gesto di sangue, Caino che uccide Abele, un osso lanciato come perenne sfida dell’Uomo che diventa un grande balzo in avanti, una catapulta nel futuro. Pensate che tutta questa prima parte (tranne l’ultima scena, quella dell’osso volante che diventa poi astronave volante) è stata girata in studio, in teatri di posa vicino Londra, con l’illusione del paesaggio africano (deserto Namibico) proiettato in diapositive su un fondale di enormi dimensioni. Veniva utilizzata non più la tecnica della retroproiezione (già vista in Lolita e in tanti altri film) ma quella della proiezione frontale con specchio a 45° con una resa realistica, e la possibilità di avere la stessa intensità di luce per tutta la durata delle riprese (Kubrick da buon fotografo sapeva come giocare con la luce per potere evocare l’immutabilità e la primordiale purezza dell’alba della umanità).


Per evoluzione umana, antropogenesi o ominazione, si intende l'origine e l'evoluzione dell'Homo sapiens come specie distinta e la sua diffusione sul globo. In senso tassonomico, riguarda, oltre al genere Homo, tutte le specie dei sette generi della sottotribù degli Hominina, di cui attualmente siamo gli unici rappresentanti viventi.

Gli Hominina sono una sottotribù di Ominidi, alla quale appartengono fino a otto generi, sette dei quali estinti:


- Ardipitechi † (2 specie)
- Australopitechi (3 specie)
- Kenyanthropus † (1 specie)
- Orrorin † (1 specie)
- Parantropi † (3 specie)
- Preantropi † (3 specie)
- Sahelantropi †  (1 specie)
e
Uomini (14 specie: Antecessor †, Cepranensis †,  di Denisova ? †, Erectus †, Ergaster †, Floresiensis †, Gautengensis †, Georgicus †, Habilis †, Heidelbergensis †, Neanderthalensis †, Rhodesiensis †, Rudolfensis †, Sapiens)

La famiglia degli Ominidi gode, invee, di salute migliore. Appartengono ad essa i Pongidi (gli Orango) gli Hominini (come i Gorilla), i  Pan (i vari Scimpanzé), gli Uomini

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